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23.11 Patria

La patria dovrebbe poter richiamare l’anima dello Stato. Se quest’ultimo rappresenta la struttura, la macchina organizzativa e amministrativa della vita pubblica, la patria ha il compito di rappresentare e nutrire il sentimento di unità intorno a cui si ritrova un certo popolo. Per quanto possa risuonare un tema di qualche secolo fa, la patria è tutt’oggi (soprattutto in epoca di sovranismi) ancora un significativo tratto identitario di molte comunità.
In termini educativi, e a proposito di educazione civile, è tutt’altro che secondario poter tornare a riflettere sul senso e sul valore della patria oggi, e, se è possibile, riconoscere un’educazione capace di insegnare “cos’è e chi è” patria, nelle sue possibilità e nei suoi limiti.

Lectio

09.30 – 12.30

Diventiamo cittadini quando sviluppiamo il senso di appartenenza a una comunità, a una cultura, a un mondo. Ben prima di esasperare le differenze, la patria è stata il luogo comune in cui far convergere le somiglianze e metterle a frutto. Ciascuno ha potuto così coltivare una propria identità, per così dire, più “larga”, irrobustendo e rilanciando particolarità fino a farne un progetto collettivo. La globalizzazione oggi ci chiama forse alla sfida più difficile, che scavalcando confini e distanze, ci consegna l’urgenza di una patria ancora più “larga”. Larga tutta la Terra.

Razmataz

14.30 – 17.30

Ogni volta che definiamo un’identità stiamo, giocoforza, escludendo un’alterità. In termini educativi, sappiamo che identità e alterità sono “valori” irrinunciabili. Ciò riguarda le tanto le identità singolari, quanto quelle plurali. Ma allora: come educare all’accoglienza dello straniero e vincere le paure? Come educare a riconoscere e custodire il valore della memoria di un popolo senza contrapporlo a quello di altri popoli? Beni comuni, come riconoscerli, tutelarli e renderli di tutti? Quali educazioni oggi contro i fascismi?

Cantiere in festa

17.30