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21.11 Giustizia

La giustizia è impegnata a regolare le relazioni tra i cittadini. Il suo lavoro, richiamando al senso e al valore delle norme, appare muoversi sia in direzione preventiva, sia, soprattutto, in direzione repressiva e contenitiva. Ogni volta che le norme sono in pericolo o vengono palesemente violate, il lavoro della giustizia dovrebbe elaborare le iniziative volte a ricomporre il conflitto.
L’educare dovrebbe poter essere una componente importante del lavoro della giustizia. Dovrebbero avere un valore educativo le risignificazioni dei precetti, le ristorazioni delle vittime, le pene di chi offende e le ricomposizioni sociali, perché, ciascuno, anche nelle more del conflitto possa incontrare occasioni di crescita.

Lectio

09.30 – 12.30

Quando l’ingiustizia colpisce, sono i legami sociali, interpersonali a patirne le conseguenze e l’instabilità delle relazioni sembra prendere il sopravvento, fino a spezzare quasi definitivamente i legami più o meno prossimi. È in questo frangente che un certo lavoro della giustizia è chiamato a cogliere ciò che è successo nei vissuti delle persone e a rilanciare un’ulteriore possibilità che, rielaborando quell’ingiustizia, restituisca un rinnovato senso ai legami. Torna così ai soggetti e alle comunità la responsabilità di una giustizia che non si esaurisce nelle aule dei tribunali o nelle celle delle carceri, ma che attende nuove formulazioni.

Razmataz

14.30 – 19.30

Costruire e mantenere condizione di giustizia è tra i primi impegni dell’educazione civile. E l’impegno è tutt’altro che agevole, considerate alcune stringenti questioni. Proviamo a citarne solo alcune. Come riparare la giustizia anche dal semplice rispetto della legalità, dalla banale obbedienza alla regola? Come educare alla soluzione nonviolenta dei conflitti? A ciascuno le giuste e necessarie opportunità: come educare alla giustizia sociale nell’epoca degli egoismi? Vittime e carnefici: come ricostruire giustizia a partire dagli errori?

Dintorni

21.00 – 23.00

Da molto, forse da troppo tempo, l’economia è stata chiusa nell’angusto recinto di una scienza finalizzata al solo profitto, a massimizzare risorse e performance. In realtà, nell’esperienza di ciascuno, le pratiche economiche sono chiamate a rispondere alle necessita, ai bisogni e perfino ai desideri delle persone e delle comunità, prendendosene cura affinché la loro vita sia segnata dal benessere. È così che la produzione di beni, di servizi, di ricchezze si attesta non come avvilimento, sacrificio, alienazione ma come essenziale occasione di vita buona. È proprio l’economia, per prima, a guadagnarci!